
A completamento dell’ opera arriva ora il DDL “salva-sinosmo”, con l’organizzazione capillare di una
sistematica attività di monitoraggio su larga scala, raccolta dati, e soprattutto con una vera e propria
educazione al sionismo e all’inferiorizzazione/criminalizzazione dei palestinesi, e con essi dei popoli
arabi e di tradizione islamica. Poiché è davvero difficile che alla Camera il ddl “salva-sionismo”
incontri veri intoppi, il movimento di resistenza antisionista per la Palestina è chiamato da subito a
rispondere con la lotta a tutto campo – nelle piazze, ma non solo nelle piazze – a questa nuova,
pesante, vile provocazione di Stato. Anzitutto denunciandone la gravità, e il suo carattere
radicalmente antisemita, dal momento che legittima l’oppressione e lo sterminio degli arabopalestinesi,
una popolazione semitica per definizione. Qui dove viviamo, perché avremo a che fare
con dei dispositivi che metteranno seriamente in discussione la nostra agibilità politica. Siamo entrati
in una fase in cui, in previsione di una manifestazione, squillerà il nostro cellulare e l’altra parte del
telefono ci sarà qui il Commissariato Tal dei Tali: “Lei è convocato presso il nostro commissariato. La
cella la sta aspettando per 12 ore, perché lei non può andare con i suoi precedenti alla
manifestazione…”. Questa è un’operazione pesantissima, che ovviamente deriva dall’esperienza fatta
sulle spalle dei palestinesi in Palestina, e che oggi è diventato una realtà qui, in questo paese e
lottare!
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