CORTEO
VITERBO 7 FEBBRAIO
TESTO COMPLETO DI INDIZIONE – scarica pdf
Sabato 7 febbraio saremo in piazza a Viterbo contro la guerra e la repressione, siamo compagne
e compagni che si uniscono in corteo a partire da una chiara posizione internazionalista:
- A quattro anni dall’esplosione su vasta scala della guerra in Ucraina, torniamo in
piazza a sostegno del disfattismo rivoluzionario, della fraternizzazione fra i proletari
coscritti e mandati al fronte con la forza, all’insubordinazione nei confronti dei superiori.
Supportiamo tutti i disertori delle guerre dei padroni. Denunciamo la natura anti-proletaria
dei governi europei che nel sostenere questa guerra impoveriscono la nostra classe
drenando risorse dalle tasche dei salariati a quelle degli industriali. Mettiamo i bastoni tra
le ruote al “nostro” imperialismo occidentale e alle sue manovre guerrafondaie, alle
“nostre” classi dirigenti e sfruttatrici, al “nostro” Stato! - A sostegno della resistenza palestinese contro il colonialismo di insediamento
sionista. Riaffermiamo contro ogni tentativo di ammutolirci la natura rivoluzionaria degli
eventi del 7 ottobre 2023. Quando gli Stati si combattono o si accordano fra loro, siamo
contro la loro guerra e contro la loro pace. Quando un’entità coloniale artificiale stermina
un popolo senza Stato e senza amici fra le grandi potenze, noi stiamo dalla parte della
resistenza di quel popolo contro i piani genocidari dell’imperialismo. Il 7 ottobre non solo
rappresenta una legittima risposta al piano secolare di insediamento coloniale sionista, ma
anche una variabile sovversiva nella pace fra borghesie mediorientali sintetizzabile nella
fase degli “Accordi di Abramo”. - Siamo contro la menzogna insanguinata dei “due popoli, due Stati”; non solo perché
il sionismo non ha lasciato alcuno spazio realistico di istituzione di uno Stato palestinese,
ma perché uno Stato di colonizzati al fianco di uno Stato di colonizzatori sarebbe soltanto
un amministratore delegato dell’oppressione, con l’elezione dei collaborazionisti a nuova
classe dirigente. La parabola dell’ANP ne è davvero una triste e infame dimostrazione. - Contro la repressione, quale manifestazione della guerra sul fronte interno. Contro
le politiche economiche di macelleria sociale e il loro legame con la guerra. Contro le leggi
liberticide, anti-sociali e finanche tese alla soppressione delle opinioni rivoluzionarie,
necessarie a supportare quelle politiche. Contro le operazioni repressive anti-anarchiche e
contro la repressione dei movimenti sociali. - Ricordando che nel maggio del 2026 scadranno i primi quattro anni di 41 bis nei
confronti del compagno anarchico Alfredo Cospito, a seguito dei quali il ministro della
“giustizia” dovrà decidere sul rinnovo o meno della misura, torniamo in piazza con uno
spezzone che gridi “Fuori Alfredo dal 41 bis”, inserendoci anche con questa manifestazione
nella mobilitazione a sostegno del compagno